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Internazionale Situazionista

Da Anarcopedia.

I fondatori dell'Internazionale Situazionista a Cosio di Arroscia, nell' aprile 1957. Da sinistra a destra: Pinot Gallizio, Piero Simondo, Elena Verrone, Michèle Bernstein, Guy Debord, Asger Jorn e Walter Olmo

Il situazionismo è stato un movimento che ha unito a partire dal 1957 diversi movimenti politici ed artistici in una critica radicale della società capitalistica e di tutto il suo apparato culturale. L'Internazionale Situazionista (IS) fu un vero e proprio movimento rivoluzionario con radici nel marxismo, nell'anarchismo e nelle avanguardie artistiche dell'inizio del Novecento.

Durante gli anni sessanta si divise in varie realtà, tra cui la Bauhaus Situazionista e la Seconda Internazionale Situazionista, prima di sciogliersi definitivamente nel 1972.

Indice

[modifica] L'Internazionale Situazionista

L'Internazionale Situazionista nasce il 28 luglio 1957 a Cosio D'Arroscia (Imperia) grazie all'unione di alcuni membri dell'Internazionale Lettrista, del Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista, del Movimento CO.BR.A e del Comitato Psicogeografico di Londra.

Il caposcuola del Situazionismo è Guy Debord, il quale partecipa alla fondazione del movimento insieme a Giuseppe Pinot Gallizio, Piero Sismondo, Elena Verrone, Michele Bernstein, Asger Jor e Walter Olmo.

La società dello spettacolo (1967) di Debord diviene la “bibbia” dell'Internazionale Situazionista contribuendo ad una crescita smisurata di quanti si definirono situazionisti.

Un altro elemento di spicco dell'avanguardia situazionista è Raoul Vaneigem (Lessines, 21 marzo 1934), il quale inizia i contatti con il gruppo nel 1961. A quell'anno risalgono infatti i suoi due primi articoli sul n. 6 dell' «Internationale Situationniste». Prenderà parte al comitato di redazione della rivista dal n.7 al n.12, contribuendo attivamente alla stesura di diversi articoli. Del 1967 è invece la sua opera più importante il Trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni, che raccoglierà larghi consensi negli anni caldi delle lotte studentesche, arrivando a meritarsi l'appellativo di «libro più rubato del 1968». Vaneigem uscirà dall'Internazionale Situazionista nel 1970 a seguito di dimissioni volontarie.

File:Situationist International No 5 - Coming out from the British Sailors Society.jpg
Situazionisti escono dalla Sailors' Society di Londra, dove si svolse la 4° conferenza situazionista. Si riconoscono, da sinistra a destra: Attila Kotányi, Hans-Peter Zimmer, Heimrad Prem, Asger Jorn (coperto), Jørgen Nash, Maurice Wyckaert, Guy Debord, Helmut Sturm e Jacqueline de Jong.

L'entrata nel movimento di un elevato numero di persone che avevano anche solo una vaga idea del situazionismo (definiti sprezzatamene pro-situ da Debord), fu la causa principale dello scioglimento dell'Internazionale, 15 anni dopo la nascita. Debord spiegherà questa rottura nell'opuscolo La veritable scissione nell'Internazionale, che termina con queste parole: «I situazionisti sono dappertutto e i loro scopi ovunque».

[modifica] Filosofia situazionista

Il retroterra filosofico dei situazionisti è vario ma in esso si ritrovano tracce del giovane Karl Marx, di Georg Lukàcs, Sigmund Freud, Feuerbach, il primo Hegel e Isidore Isou.

I situazionisti intendono «creare situazioni ovvero momenti della vita, concretamente e deliberatamente costruiti mediante l'organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco d'avvenimenti». Lo scopo è di soddisfare il desiderio, la cui realizzazione permette di far chiarezza sugli istinti primitivi. Il concetto di situazione è legato a quello di "urbanismo unitario", riguardante non solo la struttura urbana, ma anche il comportamento dei cittadini e perciò imprescindibile dalla ricerca di modi d'esistenza rivoluzionari (es. il gioco, il nomadismo e l'avventura).

Una delle più importanti prese di posizione che l'Internazionale Situazionista ha lasciato concerne il diritto d'autore: su ogni loro opera (libro, video, volantino ecc.) era specificato che questa poteva essere fotocopiata in pezzi o intera, modificata o distribuita, sempre a patto che ciò non venisse fatto a scopo commerciale. Tuttora questa posizione influenza notevolmente le riflessioni intorno al diritto d'autore, come il dibattito sul copyleft o sull'open content.

[modifica] Vocabolario Situazionista

  • Situazione costruita: momento della vita, concretamente e deliberatamente costruito mediante l'organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco di avvenimenti.
  • Situazionismo: vocabolo privo di significato, abusivamente derivato dal termine precedente. Non esiste sistuazionismo, ciò significherebbe una dottrina di interpretazione dei fatti esistenti. La nozione di situazionismo è evidentemente concepita dagli antisituazionisti.
  • Psicogeografia: studio degli effetti precisi dell'ambiente geografico, disposto coscientemente o meno, che agisce direttamente sul comportamento affettivo degli individui.
  • Urbanismo unitario: teoria dell'impiego di insieme delle arti e tecniche che concorrono alla costruzione integrale di un ambiente in legame dinamico con esperienze di comportamento.
  • Détournement: è un'abbreviazione della formula: détournement di elementi estetici precostituiti. Integrazione di produzioni attuali o passate delle arti in costruzione superiore dell'ambiente.

Non esiste quindi pittura o musica situazionista, ma uso situazionista di questi mezzi. In senso più primitivo, il détournement all'interno delle antiche sfere culturali è un metodo di propaganda che testimonia l'usura o la perdita d'importanza di tali sfere.

[modifica] Situazionismo e Anarchismo

Pino Bertelli (qui fotografato da Paola Grillo nella Taverna Buenaventura Durruti [Barcellona, Spagna, 2007]), anarchico e autore di numerosi scritti sul situazionismo

Difficili e complicati furono i rapporti tra il Movimento Anarchico e l'Internationale Situationniste, soprattutto riguardo all'organizzazione rivoluzionaria.

I situazionisti ebbero una visione elitaria del ruolo degli intellettuali, visti come i prefiguratori della società futura, e furono acerrimi oppositori del leninismo, di cui non condividevano l'analisi del rapporto massa-avanguardia rivoluzionaria. Tutto ciò condusse l'Internazionale Situationista a ritenersi l'unica custode della teoria rivoluzionaria, contestando tutte le pratiche organizzative rivoluzionarie da loro ritenute esterne al proletariato, in particolar modo quelle anarchiche, libertarie e consiliariste . La critica situazionista alla teoria anarchica non si allontanò molto da quella marxista, limitandosi a ribadire che «l'anarchia è la negazione ancora ideologica dello Stato e delle classi, cioè delle condizioni stesse dell'ideologia separata. E' l'ideologia della pura libertà che eguaglia tutto e scarta ogni male storico» (Guy Debord).

Anche il movimento anarchico, ad esser onesti, incontrò molte difficoltà nel comprendere pienamente gli sforzi compiuti dall'Internazionale Situazionista, soprattutto nella critica dello spettacolo, inteso come una legittimazione dell'attuale società capitalistica.

Nonostante queste divergenze rimangono innumerevoli tracce situazioniste nel pensiero anarchico: la critica della politica in quanto forma separata del vissuto quotidiano, il rifiuto del lavoro come critica del sistema produttivo/consumistico, il superamento dell'arte al fine di realizzarla attraverso la creazione di situazioni rivoluzionarie.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Opere di situazionisti

  • Guy Debord, La società dello spettacolo (1967; traduzioni: De Donato 1968; Stampa Alternativa 1974/76; Vallecchi 1979; Agalev 1990; SugarCo 1990; Baldini e Castoldi 1997; Massari 2002)
  • Guy Debord, Opere cinematografiche (1978; traduzioni: Arcana 1980; Bompiani, 2004)
  • Guy Debord, Commentari sulla società dello spettacolo (1988; traduzioni: SugarCo 1990; Baldini e Castoldi 1997).
  • Guy Debord, Panegirico. Tomo Primo-Tomo Secondo (1989; traduzioni: Castelvecchi, 2005)
  • Raoul Vaneigem, Trattato del saper vivere ad uso delle giovani generazioni (1967; traduzioni: Vallecchi 1973; Barbarossa 1996; Malatempora 1999; Massari 2004; secondo la volontà di Vaneigem, nuova traduzione e presentazione ("Passato prossimo e futuro anteriore") a cura di S.Ghirardi, Castelvecchi 2006).
  • R. Vaneigem, Banalità di base, De Donato, 1967 (traduzione illeggibile). Il testo è stato pubblicato nel numero unico italiano della rivista I.S. nel 1969.
  • R. Vaneigem, "Ai viventi, sulla morte che li governa e sull'opportunità di disfarsene*, Nautilus, 1998. Traduzione e presentazione di S.Ghirardi.
  • R. Vaneigem, Avviso agli studenti, Nautilus, 1996, trad. di S.Ghirardi
  • R. Vaneigem, Noi che desideriamo senza fine, Bollati Boringhieri, 1999, trad. e presentazione di S.Ghirardi
  • R. Vaneigem, Niente è sacro, tutto si può dire, Ponte alle grazie, 2004
  • Debord, Vaneigem e altri, Situazionismo. Materiali per un’economia politica dell’immaginario, Massari, 1998.

[modifica] Opere sul situazionismo

  • Mario Lippolis ha curato la traduzione in italiano della raccolta completa dei numeri dell'Internazionale Situazionista: Internazionale situazionista 1958-69, Nautilus, Torino 1994. Il volume contiene la seguente introduzione:
  • M. Bandini, L’estetico, il politico, da Cobra all'Internazionale situazionista (1948-1957), Officina Edizioni, Roma 1977.
  • AA.VV. I Situazionisti, Manifestolibri, Roma, 1991.
  • A.Jappe, Debord, Tracce, Pescara, 1993
  • Gianluigi Balsebre, Della critica radicale. Bibliografia ragionata sull'Internazionale Situazionista, con antologia di documenti inediti in italiano, Grafton Edizioni, Bologna, 1995.
  • G. Marelli, L’Amara vittoria del situazionismo: per una storia critica dell'Internationale Situationniste, BFS edizioni, Pisa 1996.
  • Gianluigi Balsebre, Il territorio dello spettacolo, Potlatch, s.l., 1997.
  • Nottingham psychogeographical unit (1999) Breve storia dell'Internazionale situazionista, Nautilus, Torino 1999. (59 p.)
  • Mario Perniol, I situazionisti, Castelvecchi, Roma, 2005,
  • Sergio Ghirardi Non abbiamo paura delle rovine. I situazionisti e il nostro tempo, Derive Approdi, Roma, 2007.
  • L. Lippolis, "La nuova Babilonia" Il progetto architettonico di una civiltà situazionista, Costa & Nolan, Milano 2007.
  • Daniele Vazquez, Manuale di Psicogeografia, nerosubianco edizioni, Cuneo, 2010).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Scritti

[modifica] Collegamenti esterni

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